Al cuore del nostro quartiere
Una guida pratica per la creazione e l'animazione di un orto collettivo
di Martha Stiegman, Action Comuniterre - Montreal (Canada)
Sommario
Introduzione
Preambolo
Premessa
Contesto : come nasce questa guida ?
Perchè una guida scritta al femminile ?
Come utilizzare questa guida ?
1 Che cos'è il giardinaggio collettivo ?
1.1 La storia del giardinaggio collettivo a Montréal
Il giardinaggio comunitario a Montréal
L'emergere del giardinaggio collettivo
1.2 Che cos'è un orto collettivo ?
Come sono strutturati ?
1.3 Gli obiettivi del giardinaggio collettivo
Gli obiettivi globali del giardinaggio collettivo
Il giardinaggio collettivo : uno strumento per costruire la sicurezza alimentare
Il giardinaggio collettivo : uno strumento per favorire l’empowerment
2 Come creare un orto collettivo ?
2.1 Mobilitare le persone attorno ad un progetto di orto collettivo
Fare per, o fare con ?
Mobilitiamoci! Ma da dove cominciare ?
a) Fare un analisi del quartiere
b) Situare bene l'emergenza dell'idea
c) Chiarificare i propri obiettivi preliminari
d) Unirsi ad un gruppo comunitario
e) Mobilitare i suoi membri
f) Identificare un numero iniziale di partecipanti
g) Condividere l'ispirazione
h) Consolidare il numero iniziale di partecipanti
i) Condividere le responsabilità
j) Allargare la base di appoggio e di partecipazione degli attori comunitari
2.2 Dove cercare un terreno e come negoziare ?
Qualche argomento per aiutarvi nella vostra negoziazione
Dove cercare ?
Terreno di un centro comunitario
Terreno di una chiesa
Terreno di una scuola
Terreno di un giardino comunitario della città di Montréal
Terreno di case HLM
Terreno pubblco
Terreno privato
Qualche consiglio supplementare
2.3 Cercare sovvenzioni
2.4 Cercare un' animatrice
Definire bene l'incarico
Qual'è il profilo dell'animatrice ?
3 I come e i perchè dell'animazione
3.1 Riguardo all’animatrice
Ben posizionarsi rispetto al periodo di attività come animatrice
3.2 Riguardo alle giardiniere
hi è « Maria » ?
Esercizio : « Maria »
Quali sono i bisogni di « Maria » ?
Come comprendere al meglio le motivazioni delle nostre giardiniere
Cosa bisogna fare per prender parte ad un orto collettivo?
3.3 L’empowerment – Collegare i bisogni delle vostre giardiniere e la vostra animazione
Esercizio : che cos'è per voi l’empowerment ?
Esercizio : l’empowerment secondo il modello di William Ninacs
3.4 Gli obiettivi dell'animazione ed il vostro ruolo di animatrice di un orto collettivo
Esercizio : stabilire i vostri obiettivi di animazione per il periodo di attività
Gli obiettivi dell'animazione
a) Assicurare lo sviluppo di una dinamica di gruppo positiva e collettiva
b) Incoraggiare all'apertura ed alla diversità soclale
c) Assicurare un meccanismo di funzionamento trasparente ed accessibile
d) Trasmettere competenze in modo democratico
e) Assicurare un follow-up sociale ai partecipanti
f) Favorire lo sviluppo di coscienza politica
g) Facilitare il coinvolgimento delle giardiniere nella vita di quartiere
3.5 Come animare i diversi momenti del periodo di attività
a) Mobilitare le giardiniere
b) Planificare l'orto in gruppo
c) Comprendere, prevenire e gestire gli abbandoni
d) Gestire la divisione del raccolto
e) Fare una valutazione partecipativa
Allegato A : Risorse per il giardinaggio collettivo e l'agricoltura urbana
Gruppi attivi nel movimento per il giardinaggio a base comunitaria
… in Québec
… fuori dal Québec
Il movimento per la sicurezza alimentare e l'agricoltura duratura
Allegato B : Risorse collegate al giardinaggio collettivo
L’animazione
L’empowerment
La valutazione partecipativa
Risoluzione dei conflitti
La sicurezza alimentare ed il sistema alimentare
La sanità mentale
Allegato C : Risorse relative al giardinaggio biologico, al giardinaggio da balcone ed alla permacoltura
Il giardinaggio biologico
La permacoltura
Sementi biologiche
Il giardinaggio da balcone
Vai alla guida (testo in francese)
a cura di A. Satta per l'Associazione di Agricoltura Sinergica
L’Agricoltura Sinergica
è un metodo agronomico applicabile esclusivamente in regime di agricoltura
biologica. In estrema sintesi si può dire che l’Agricoltura Sinergica
sia ad oggi l’ultima frontiera dell’agricoltura biologica e si pratica
scegliendo di impiegare in modo permanente e senza compromessi alcune
delle tecniche che in agricoltura biologica sono solo consigliate e
auspicate ma non obbligatorie.
Nel suo complesso non
ci sono incompatibilità fra Agricoltura Sinergica e agricoltura biologica,
dunque un’azienda che pratica l’Agricoltura Sinergica può ottenere
la certificazione biologica senza controindicazioni.
In pratica il metodo
sinergico si basa su pratiche agronomiche ed accorgimenti che mirano
principalmente alla fertilità del suolo e alla conseguente migliore
salute dell’intero sistema suolo-microrganismi-piante piuttosto che
al mero aumento della produttività, esattamente come l’agricoltura
biologica, ma con misure più incisive.
La principale caratteristica
del metodo sinergico è che lo si pratica allestendo delle strutture
permanenti anche per le colture annuali. I passaggi che vengono normalmente
lasciati nel terreno tra le file di ortaggi per consentirne la cura
e la raccolta, in Agricoltura Sinergica vengono realizzati in modo da
essere definitivi, quindi si stabilisce in modo univoco dove si cammina
(o dove si passa con il mezzo agricolo) e dove si coltiva, applicando
ogni accortezza affinché non ci sia più bisogno di calpestare le zone
coltivate.
Per semplicità si chiamano
“passaggi” i percorsi calpestabili e “bancali” o “aiuole”
le zone coltivate.
Il rispetto delle aree
coltivate, ovvero dei bancali, è fondamentale per poter applicare l’Agricoltura
Sinergica.
Già da molti anni la
scienza agronomica ha constatato le conseguenze negative dell’eccessiva
aratura. Sia in regime biologico che in quello convenzionale si raccomanda
ormai ovunque di evitare il rivoltamento delle zolle nel terreno, ma
anche l’aratura profonda è una pratica limitata ormai a situazioni
estreme e non più sistematica come un tempo. In agricoltura biologica
comunque si raccomanda di limitare il più possibile l’aratura, anche
se superficiale, alle situazioni di effettiva necessità e sempre nelle
migliori condizioni del suolo (che deve essere in tempera).
In Agricoltura Sinergica
si evita completamente l’aratura, anche superficiale, e perfino la
sarchiatura. Si è constatato che si ottengono migliori risultati con
degli accorgimenti applicabili a delle strutture permanenti.
In primo luogo i bancali
coltivati sono rialzati di circa 30-40 cm rispetto al suolo; si usa
un sistema simile agli orti fuori terra presente anche nella tradizione
contadina dell’Italia del nord, con la differenza che allora i bancali
erano formati da sterco bovino o equino e se ne sfruttava soprattutto
il calore emesso (il principio del letto caldo di cultura) per poter
avere ortaggi anche in inverno, invece nel metodo sinergico il bancale
è formato dalla terra smossa dalla superficie dei passaggi e non viene
preparato e disfatto ogni anno, come nella tradizione, perché è permanente.
Col
sistema sinergico c’è quindi solo un lavoro iniziale di allestimento
dei bancali direttamente sul terreno che, se eccessivamente compresso,
può subire per l’ultima volta un’aratura superficiale (circa 35
cm).
Nel caso di terreni
molto poveri, in questa fase iniziale, si preferisce aggiungere sostanza
organica ai bancali in modo da favorire i processi di umificazione.
Il grosso del lavoro
di aratura artificiale viene sostituito in modo naturale dalle radici
delle piante stesse ed il fatto di lavorare su dei bancali rialzati
favorisce ulteriormente l’aerazione del suolo.
Sui bancali non viene
praticata la monocultura (ampiamente sconsigliata anche in regime di
agricoltura biologica) ma al contrario è essenziale garantire una vasta
bio-diversità e parte delle piante coltivate viene scelta proprio in
funzione delle forti radici che arano il terreno in modo efficiente
come nessun mezzo meccanico potrebbe mai fare. L’accortezza di non
sradicare le piante al momento della raccolta, neanche quelle spontanee
(tranne ovviamente nel caso di infestanti che si riproducono dalle proprie
radici come la gramigna) ma di lasciare invece che le radici si decompongano
naturalmente nel suolo è alla base di questo meccanismo. Il resto del
lavoro viene svolto dalla fauna del sottosuolo come i lombrichi e altri
insetti scavatori, presenti in grande quantità grazie al suolo imperturbato,
che con la loro attività creano tunnel e spazi nei quali le radici
si insediano con facilità.
La forma rialzata del
bancale viene mantenuta nel tempo grazie ad alcuni accorgimenti:
- il primo è ovviamente che
non venga mai compresso, quindi non deve essere calpestato in alcun
modo, neanche con i piedi. La forma dei bancali è fatta in modo da
poter accedere alle colture da entrambe i lati senza doverci camminare
dentro, in genere la dimensione giusta è di circa 120 cm di larghezza,
facendoli lunghi quanto si vuole, con un passaggio intermedio circa
ogni 4-5 mt. Nel caso di colture estensive, come i cereali, la larghezza
del bancale è determinata dalla distanza tra le ruote del mezzo meccanico
con cui si effettuano le lavorazioni;
- il secondo è di proteggere
la superficie del suolo dall’erosione degli agenti atmosferici (pioggia,
sole e vento) mediante culture in successione che non lascino mai il
terreno nudo in nessun periodo dell’anno ed inoltre con una pacciamatura
permanente fatta inizialmente solo di paglia, in seguito costituita
sia da paglia che dai residui colturali che si deve aver cura di lasciare
sul posto al momento della raccolta. In agricoltura biologica per ottenere
tale protezione del suolo si consiglia ad esempio l’inerbimento tra
i filari, ma con il metodo sinergico tale pratica non basta;
- la pacciamatura permanente
organica è molto più efficiente non solo perché protegge materialmente
il suolo dall’erosione, ma anche perché decomponendosi crea sotto
di se le condizioni per lo sviluppo del humus che rende soffice e non
compattato il bancale.
Per l’irrigazione
il metodo più appropriato risulta il sistema goccia a goccia da installare
sotto la pacciamatura. Trattandosi di un allestimento permanente risulta
un sistema conveniente sia per la facilità d’uso che per il grandissimo
risparmio d’acqua.
L’assenza di aratura
artificiale, oltre ad essere un vantaggio economico (sommando il risparmio
di tempo, mezzi e risorse moltiplicato per tutte le pratiche evitate
negli anni può diventare una cifra considerevole), porta soprattutto
a dei vantaggio in termini di fertilità del suolo.
Infatti, come in agricoltura
biologica, anche in Agricoltura Sinergica il parametro di misura dell’efficienza
delle pratiche attuate è il bilancio umico.
E’ ampiamente dimostrato
che l’aratura, anche superficiale, comprometta immediatamente la quantità
e la qualità del humus (che si trova proprio nello strato superficiale
del suolo). Questo perché l’aratura è una pratica che disturba il
delicato equilibrio del suolo fertile, ma nei terreni coltivati è diventata
indispensabile per consentire la semina, il percolamento dell’acqua
e la crescita delle radici delle piante che altrimenti troverebbero
il terreno troppo compatto.
Col metodo sinergico
si risolve il problema del compattamento del suolo con l’allestimento
dei bancali, dunque non essendo necessaria l’aratura si evita di perturbare
il suolo che quindi, sotto la pacciamatura organica permanente, mantiene
integre le condizioni per lo sviluppo della sostanza organica.
La caratteristica peculiare
dell’agricoltura biologica certificata (e probabilmente anche la più
nota al pubblico dei consumatori) è il divieto di usare sostanze chimiche
di sintesi a favore dell’uso di prodotti di origine naturale.
Su questo argomento
si potrebbero aprire interi capitoli di considerazioni e statistiche
sulla reale efficacia dei prodotti naturali. Non è questa la sede per
affrontarli ma senz’altro è utile fare una breve valutazione dei
dati che mostrano come le aziende agricole che hanno richiesto sistematicamente
deroghe all’ente certificatore per poter usare sostanze chimiche a
causa di situazioni parassitarie molto gravi oppure quelle che sono
risultate positive ai controlli campione sui residui chimici, siano
quelle che si sono convertite al biologico dopo molti anni di convenzionale:
in generale è probabile che l’errore di fondo sta nel non aver compreso
che l’agricoltura biologica è profondamente diversa dal convenzionale
non solo negli strumenti ma soprattutto nella filosofia, nell’approccio
alla coltivazione. E’ ancora diffusa la convinzione che l’agricoltura
biologica sia nient’altro che l’agricoltura convenzionale attuata
senza l’uso di pesticidi chimici. Questo porta inevitabilmente al
fallimento dell’intento biologico di migliorare e conservare il livello
di humus nel suolo, in quanto le pratiche agricole convenzionali abbassano
questo livello e di conseguenza fanno crescere vegetali meno resistenti
agli attacchi parassitari che quindi non possono essere difesi con sostanze
naturali in vece dei potentissimi veleni chimici.
Così come non ha alcun
senso parlare di “lotta biologica ai parassiti” perché non si tratta
di una “lotta” ma piuttosto di una profonda comprensione dei meccanismi
di difesa e delle relazioni fra specie nell’eco-sistema che porta
semmai a delle pratiche preventive, al costante monitoraggio del loro
funzionamento ma soprattutto l’attenzione sulla salute dell’intero
sistema suolo-microrganismi-piante.
In percentuale le aziende
che sono partite a produrre biologico sin dall’inizio e le aziende
che anche prima della certificazione optavano per delle pratiche rispettose
dell’ambiente, sono quelle che ottengono i migliori risultati.
In definitiva si può
concludere che nessuno può affermare che l’agricoltura biologica
sia semplice da praticare, ma questo non vuol dire che non si possano
ottenere dei buoni raccolti con i metodi biologici.
Per quanto riguarda
i prodotti di origine naturale, sia antiparassitari che fertilizzanti,
in Agricoltura Sinergica si usano il meno possibile perché si preferisce
applicare strategie preventive di coltura piuttosto che usare dei prodotti
che pur essendo naturali sono comunque estranei all’eco-sistema. In
generale, la grande cura profusa nel conservare le condizioni ideali
di formazione del humus nei bancali e le pratiche qui descritte permettono
la crescita di piante sane e decisamente resistenti a parassiti e malattie.
La filosofia è di cercare
di tenere in salute tutto l’insieme in modo che compensi autonomamente
l’eventuale insorgere di patologie.
Come in agricoltura
biologica, è fondamentale la scelta delle varietà da coltivare, con
preferenza per quelle più rustiche e spontaneamente resistenti.
Inoltre, nel metodo
sinergico, si utilizzano molte consociazioni all’interno dello stesso
bancale, in considerazione delle indicazioni fitosociologiche di reciproco
stimolo alla crescita e di reciproca difesa.
E’ importantissima
la prassi di coltivare delle piante ad azione repellente (come il tagete,
la calendula, il nasturzio, molte piante aromatiche, ecc.) in mezzo
agli ortaggi, i quali a loro volta sono scelti in modo che in ogni bancale
siano presenti almeno tre famiglie diverse contemporaneamente.
La scelta delle famiglie
ricade spesso su quelle che portano maggiori vantaggi al suolo, come
le leguminose azoto fissatici che non devono mai mancare all’interno
di un bancale.
Oltre alla specifica
azione repellente, la diversificazione delle colture a così stretto
contatto è una grande difesa contro molti tipi di attacchi parassitari
che in questo modo hanno una diffusione molto limitata.
Il risultato di una
coltivazione con il metodo sinergico è un impianto permanente con una
vastissima bio-diversità dove piante perenni trovano posto vicino a
colture annuali che, a loro volta, hanno una posizione sistematica ma
intervallata da diverse famiglie. Con tale metodo le colture non seguono
una rotazione ma delle successioni perché nello stesso appezzamento
convivono piante con diversi periodi di sviluppo che vengono sostituite
singolarmente con altre specie che iniziano il loro ciclo vitale in
corrispondenza della fine delle precedenti.